DIAGNOSI DI CELIACHIA, AMPIA REVIEW DA ESPERTI ITALIANI
Dai sintomi della celiachia agli strumenti per una diagnosi precoce delle patologie glutine correlate
11.01.2013. La prestigiosa rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine ha presentato lo scorso 20 dicembre, a dieci anni esatti dalla prima pubblicazione sull’epidemiologia della celiachia negli USA, un’ampia review dal titolo “Celiac Disease”, firmata dai Prof. Alessio Fasano e Prof. Carlo Catassi, membri del comitato scientifico del Dr. Schär Institute e, rispettivamente, Direttore e Co-direttore del Centro per la Ricerca sulla Celiachia (CFRC) dell’Università del Maryland di Baltimora, USA.
La Celiachia e le patologie glutine correlate dimostrano di essere in costante aumento, con molto ancora da fare per garantire una corretta diagnosi. In continua espansione a livello mondiale, con un’incidenza compresa tra lo 0,6% e l’1% nella popolazione generale, si sta assistendo ad un allargamento del problema anche nei paesi emergenti, come ad esempio Cina e India, dove i regimi alimentari stanno velocemente subendo un processo di occidentalizzazione. Ma se aumenta l’incidenza, molto ancora resta da fare sul fronte delle diagnosi: studi recenti dimostrano come, in Europa, solo il 21% dei casi di celiachia siano diagnosticati clinicamente.
L’aumento di prevalenza della celiachia è in parte giustificato da una maggiore conoscenza medica e da migliori strumenti diagnostici. Nell’ultimo decennio l’aumento di conoscenza della classe medica e della popolazione generale sul tema celiachia ha portato ad un maggior tasso di diagnosi oltre che ad una maggiore sensibilità delle persone rispetto al senza glutine.
Una crescita così rapida ha generato un pò di confusione. “Il mondo del senza glutine è in continua espansione – dichiara Alessio Fasano –. Celebrità ed esperti sono molto interessati alle diete senza glutine, ma tutta questa attenzione ha generato una crescita della confusione su chi può consumare glutine in modo sicuro e chi non può”.
“Era quindi nostra intenzione – spiega Carlo Catassi – fare luce sulle più recenti scoperte e su come orientarsi nel panorama in continua evoluzione della celiachia e delle patologie collegate al consumo di glutine. Illustrando le ultime linee guida per la diagnosi ed il trattamento della celiachia ma anche anticipando una discussione sulla sensibilità al glutine, l’ultima nata tra le patologie glutine correlate”.
L’identikit della persona con celiachia è donna, con una prevalenza di 1,5-2 volte rispetto agli uomini e un familiare di primo grado celiaco (fino al 15% per il fattore di familiarità).
Da patologia pediatrica propria delle persone di razza caucasica a disturbo comune a tutte le età ed a tutte le razze in tutto il mondo
Se la celiachia era considerata fino a non molto tempo fa una patologia gastrointestinale propria dell’età pediatrica e della razza caucasica, recenti studi dimostrano come la questa patologia stia rapidamente crescendo in tutto il mondo. Il Professor Catassi sottolinea: “Si iniziano a vedere dei casi in Cina, come in molti paesi in via di sviluppo, nei quali l’occidentalizzazione della dieta comporta un aumento del tasso di celiachia. Oggi sappiamo con certezza che questa patologia autoimmune colpisce persone di tutte le età e razze, con una prevalenza mondiale stimata in 0,6-1%”.
I principali sintomi della celiachia: per uno su due, diarrea cronica e perdita di peso
Le persone affette da celiachia presentano una varietà di sintomi gastrointestinali, come diarrea cronica e perdita di peso, e altri sintomi clinici, quali fatica cronica, anemia, rash cutaneo e perdita di coordinamento. In alcuni individui, la celiachia può essere “silente”, senza sintomi, gastrointestinali o di altra natura, e può comportare danni intestinali continui dovuti alla cattiva assimilazione dei nutrienti.
La celiachia può essere associata ad altre patologie, tra le principali il diabete di tipo 1 che è presente dal 5 al 16% dei casi
Nella celiachia, le proteine complesse del grano, della segale e dell’orzo innescano l’attacco del sistema immunitario ai danni dell’intestino tenue. Se non diagnosticata e curata con attenzione, questa patologia può portare allo sviluppo di altre patologie autoimmuni, tra le quali la principale è il diabete di tipo 1, ma anche a osteoporosi, infertilità, danni neurologici e, in rari casi, anche al cancro.
Gli screening sierologici, anticorpi IgA anti-tTG come strumento di prima diagnosi
Secondo gli esperti, gli esami del sangue, con il test dell’anticorpo IgA anti-tTG, sono il metodo in assoluto da preferire per la diagnosi iniziale di celiachia. È importante sottolineare come, per garantire l’accuratezza diagnostica, il paziente debba assumere glutine prima di sottoporsi al test per la celiachia, per garantire la presenza degli anticorpi nel sangue. Le diagnosi di celiachia sono quasi sempre confermate da una biopsia intestinale, nella quale un campione del tessuto viene prelevato ed analizzato. Secondo gli esperti, questa procedura può essere evitata in alcuni casi pediatrici, se ci sono forti evidenze cliniche e sierologiche di celiachia, evitando sia lo stress emotivo che il dolore di un esame invasivo.
Il trattamento per la celiachia consiste in un’adesione rigorosa ad una dieta senza glutine. Gli esperti consigliano ai pazienti di seguire la dieta senza glutine sotto la guida di un dietista, al fine di adottare un regime alimentare equilibrato e sano che consideri sia i prodotti gluten free attualmente in commercio, sia gli alimenti naturalmente privi di glutine.
La sensibilità al glutine, una nuova entità clinica, necessita di una diagnosi di esclusione rispetto alla celiachia. Il Professor Fasano spiega come, negli ultimi anni, molti pazienti con sintomi simili alla celiachia, ma negativi al test per questa ed altre patologie, traggano beneficio dalla dieta senza glutine. “La sensibilità al glutine – dichiara Fasano – è una nuova condizione clinica, inquadrata solo di recente. Ad oggi sappiamo che, probabilmente, è diversa dalla celiachia per quando riguarda la risposta immunitaria e che la sua diagnosi presuppone l’esclusione delle altre patologie glutine correlate, come celiachia ed allergia al grano”.
Il primo algoritmo diagnostico della sensibilità al glutine è stato proposto in occasione della First Consensus Conference on Gluten Sensitivity organizzata dal Dr. Schär Institute nel 2011 e pubblicato sulla rivista scientifica BMC Medicine nel 2012.
Dr. Schär Institute
Si avvale della collaborazione dei principali esperti internazionali nel settore dei disturbi glutine correlati, tra i quali ricordiamo il Professor Carlo Catassi, il Professor Alessio Fasano e la Dott.ssa Anna Sapone. Il Dr. Schär Institute è stato il promotore della “First Consensus on Gluten Sensitivity” organizzata a Londra nel Febbraio 2011 e del Second International Expert Meeting on Gluten Sensitiviy che di recente si è svolto a Monaco di Baviera. Il Dr. Schär Institute si propone come punto di riferimento per il mondo medico ed i professionisti della salute su celiachia, sensibilità al glutine ed in generale sui disturbi glutine correlati.
CFCR
Fondato all’University of Maryland School of Medicine in Baltimore nel 1996, il CFCR è stato il leader mondiale nel trattamento, diagnosi, ricerca ed educazione sui disordini glutine correlati per più di un decennio. La sua missione è promuovere la consapevolezza dell’esistenza dei disordini correlati al glutine per offrire una miglior assistenza, qualità di vita e un supporto più adeguato per le persone di tutto il mondo. Il CFCR si sposterà a Boston nel gennaio del 2013 per diventare parte dell’Ospedale generale per l’Infanzia del Massachusetts.
By Infosalute.info, diagnosi di celiachia, ampia review da esperti italiani
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